Outback: un angolo di Far West

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Aprile 2010

Quando sorvolai in aereo questa vasta regione pianeggiante arsa dal sole nel meraviglioso scenario di un tramonto dalle violente sfumature rosse, venni improvvisamente colpita dalla sensazione di avere davanti agli occhi un’opera d’arte degli aborigeni; infatti, le spirali e i motivi tipici dell’arte aborigena riflettono fedelmente la configurazione di questo affascinante e originale territorio, che ricorda vagamente quello del Far West. Nonostante le sue proibitive condizioni climatiche (tra novembre e febbraio il caldo è molto intenso, basti pensare che alle 10 del mattino ci sono già 40 gradi mentre il record registrato durante il giorno è di quasi 52 gradi!), questa aspra regione custodisce risorse preziosissime e meravigliosi parchi nazionali, in cui a paesaggi naturali di sorprendente bellezza si affiancano importanti testimonianze della civiltà aborigena. Questa zona è scarsamente popolata e le persone che incontrerete sono tutte particolarmente simpatiche, tranquille e generose e saranno ben felici di accogliervi nella loro terra.

La prima località che visitai fu Bourke, una cittadina bella, caratteristica e ricca di storia, adagiata lungo il piacevole Darling River, sulle cui rive non mancano eucalipti di fiume e uccelli acquatici. Nella vicina zona di Back O’ Bourke, provai la sensazione di trovarmi in un altro mondo, assolutamente bello e deserto, con un tranquillo panorama che sembra estendersi all’infinito. Questo angolo di Far West del New South Wales è costituito da pianure rosse semideserte, calde e polverose che però, a dispetto delle apparenze, sono adibite al pascolo del bestiame, con grandi fattorie che si dedicano all’allevamento di pecore e mucche. Immediatamente dopo, mi recai presso lo Sturt National Park, situato all’estremità settentrionale della cittadina di Tibooburra. Con le sue vaste distese rocciose, le imponenti dune di sabbia rossa del grande Strzelecki Desert, questo parco si estende su una superficie di 340.000 ettari e presenta la classica configurazione dell’outback australiano; qui vivono indisturbati moltissimi esemplari di canguri grigi e rossi, protetti dalla recinzione contro i temibili dingo, mammiferi carnivori dall’aspetto di un cane, ma il cui incontro potrebbe rivelarsi decisamente poco piacevole…per cui se doveste avvistarne uno, tenetevi alla larga, mi raccomando! In ogni caso, la meta preferita dai viaggiatori all’interno del parco è senza dubbio il Cameron Corner, dove un palo segna il punto di confine tra gli stati del Queensland, del South Australia e del New South Wales….naturalmente non potevo lasciarmi scappare una bella fotografia- ricordo in questo punto “strategico”, diciamo così.

Dopo la visita del parco, imboccai la Barrier Highway, la principale strada asfaltata del New South Wales occidentale che conduce fino a Broken Hill (o Silver City, come viene anche chiamata), una suggestiva cittadina che costituisce una vera e propria oasi nel deserto. La storia di questa località è legata ad una guardia di frontiera di nome Charles Rasp, il quale gettò le fondamenta di Broken Hill, scoprendo un filone d’argento nel 1885 e fondando di lì a poco la più grande compagnia mineraria d’Australia. Ancora oggi l’attività estrattiva riveste una notevole importanza: ve ne accorgerete già dalle strade della città, che hanno preso il nome dai metalli e dai loro derivati. Sapete ad esempio come si chiama la via principale? Argent Steet. Originale, vero?!

Inutile dirvi che le principali attrazioni turistiche della cittadina sono proprio le miniere; a tal proposito, un’interessante esperienza da me vissuta che consiglio caldamente anche a voi è la visita alla Daydream Mine, durante la quale indosserete la tenuta dei minatori e un elmetto con tanto di lampada frontale e scenderete fino a 130 metri di profondità…un’emozione unica. Ah, dimenticavo: attrezzatevi con scarpe comode e robuste e prestate molta attenzione mentre scendete gli scalini! Altre cose interessanti che ebbi modo di vedere a Broken Hill furono il Railway, Mineral & Train Museum (un museo di grande interesse allestito all’interno di una vecchia stazione ferroviaria) e il Geo Centre, un museo interattivo dedicato alla geologia al cui interno sono esposti bellissimi minerali e cristalli, alcuni dei quali molto rari. La più spettacolare attrazione del museo è però rappresentata da una gigantesca pepita d’argento del peso di ben 42 kg! Insomma, come avrete capito, l’outback è un territorio che, pur nella sua solitudine e asprezza, ha davvero tanto da offrire ai suoi visitatori e ciò che non potrò mai dimenticare di questa terra sono le fantastiche albe e i meravigliosi tramonti che offrono un magnifico scenario da cartolina.