Kimberley, Western Australia

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Aprile 2010

Era un caldo pomeriggio di aprile quando giunsi nella regione del Kimberley, caratterizzata da due sole stagioni opposte, il “Dry” e il “Wet”: quella migliore, ma anche la più affollata, va da aprile a settembre ed è il cosiddetto periodo secco (“Dry”), in cui le piogge sono scarse e le temperature miti; in ottobre comincia già il caldo torrido e durante tutto il periodo umido (“Wet”), all’incirca da novembre a marzo, sono comuni temperature superiori ai 40°C, per cui vi consiglio di evitare di venire in questi mesi, quando tra l’altro molti luoghi di interesse turistico sono chiusi al pubblico o comunque effettuano un orario ridotto. In ogni caso, il Kimberley è una terra dai caratteri estremi: pianure semi-aride punteggiate da spinifex e strade che attraversano l’outback scorrendo come fiumi, catene montuose spettacolari spaccate in profondità da ripide gole di roccia, minuscoli angoli di foresta pluviale tropicale e tranquilli specchi d’acqua.

Sono proprio questi scenografici contrasti a rendere così avvincente la regione. Ma nonostante i suoi molti motivi di richiamo, non c’è luogo più suggestivo o pieno di contraddizioni di Broome, con la sua ricca e antica storia indigena e il suo recente passato esotico di centro per la pesca delle perle nel XIX secolo. Non appena arrivai a Broome, rimasi immediatamente colpita dal suo paesaggio indimenticabile, risultato di un’improbabile combinazione di colori: il rosso del terreno di colore ruggine, il verde acquamarina delle acque di Roebuck Bay e il bianco perlaceo della sabbia di Cable Beach, una delle spiagge più belle di tutta l’Australia, con trasparenti acque azzurre e la classica distesa di sabbia bianchissima che si estende a perdita d’occhio, terminando a Gantheaume Point, 7 km a sud di Broome; qui le spettacolari scogliere sono state erose a formare curiose sagome, rivelando magnifiche stratificazioni rosse, arancioni e gialle che al tramonto riflettono la luce del sole con effetti straordinari.

Inoltre, durante la bassa marea sono visibili impronte di dinosauri risalenti a 120 milioni di anni fa: è vero che fanno un po’ effetto, però vi assicuro che avrete l’impressione di essere stati catapultati nel fantastico mondo di Jurassic Park!

Il cuore storico e commerciale di Broome è rappresentato dall’incantevole Chinatown, la cui atmosfera suggestiva proviene in larga misura dalla tipica architettura del luogo; la struttura sicuramente più interessante è il gradevole Sun Pictures, il più vecchio cinema all’aperto del mondo: armatevi di choc-top (il classico gelato australiano) e sedetevi comodamente su una sedia a sdraio a guardare un film, magari mentre i vostri bambini giocano e qualche innocuo pipistrello svolazza sulla vostra testa…credetemi, si tratta di un’esperienza straordinaria! Un’altra piacevole attrattiva è costituita da Roebuck Bay, dove i riflessi dei raggi della luna piena sulle distese di fango durante la bassa marea creano l’illusione ottica di una scalinata dorata che conduce verso la luna, chiamata, non a caso, Staircase to the Moon (Scala per la Luna). Lo spettacolo è semplicemente magnifico e vi suggerisco di non perdervelo, anche perché non capita certo tutti i giorni di vedere un simile e fantastico scenario!

Infine, se siete amanti dello shopping, apprezzerete certamente le specialità di Broome che sono, neanche a dirlo, le perle e l’arte aborigena, ma potrete acquistare anche oggetti d’arte e artigianato locali, incenso, candele, sculture, tessuti e oggetti in vetro e in ceramica….insomma, avrete l’imbarazzo della scelta.

Lasciata Broome, partecipai a uno splendido volo panoramico per ammirare il massiccio cratere meteoritico di Wolfe Creek, largo 850 m e profondo 50, che si ritiene sia stato formato dalla caduta di un meteorite sulla terra oltre un milione di anni fa ed è il secondo per larghezza al mondo: una vera e propria meraviglia! Successivamente, visitai il Purnululu National Park, che abbraccia le magnifiche cupole “a nido d’ape” a strisce ocra e nere della Bungle Bungle Range. Le caratteristiche torri di roccia dalla forma arrotondata sono costituite da arenaria e conglomerati grezzi, compattati dalla pioggia nel corso di milioni di anni; il parco è noto anche per le bellissime grotte dove si è espressa l’arte aborigena, oltre che per le incantevoli pozze d’acqua nascoste nelle gole in cui si può nuotare e per la ricca fauna selvatica, che comprende oltre 130 specie di uccelli. Ricordatevi però che il parco è aperto soltanto da aprile a dicembre; io, fortunatamente sono capitata nel periodo giusto, per cui ho avuto il piacere di vederlo ed è talmente bello che vale davvero la pena fermarsi, anche solo per poche ore.

Terminai il mio viaggio nel Kimberley facendo tappa nella piacevole e ordinata cittadina di Kununurra, annidata sotto le cupole rosse del Mirima National Park, sulla riva della graziosa Lily Creek Lagoon, un piccolo terreno paludoso popolato da moltissimi uccelli e coccodrilli di acqua dolce. Il Lake Kununurra presenta alcuni punti molto carini adatti per un picnic e la pesca. Vi segnalo inoltre Kelly’s Knob, un bel punto panoramico ideale per ammirare il tramonto, situato ai margini settentrionali della cittadina; pensate che durante il Wet si scatenano in lontananza tremendi temporali che sono un vero spettacolo visti da qui: basse nuvole nere si avvicinano lentamente, scaricando enormi quantità d’acqua, fra tuoni e lampi spaventosi!

E con questi fantastici panorami si concluse la mia visita nella splendida regione del Kimberley, in assoluto una delle zone più belle del Western Australia.