Goldfields, Victoria

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Febbraio 2010

Dopo aver lasciato la meravigliosa città di Melbourne, partii alla volta della regione di Goldfields, una delle più interessanti dello stato del Victoria, un misto di cittadine pittoresche, grandi centri regionali e campagna ondulata, con ovunque testimonianze tangibili dell’epoca della corsa all’oro.

La prima cittadina che visitai fu Ballarat, che in lingua aborigena significa “luogo di riposo” e la cui passata prosperità è tuttora testimoniata dalla grande quantità di edifici vittoriani presenti in tutta la città. Lydiard Street è uno dei più bei scenari di architettura urbana in stile vittoriano che sia dato di vedere; lungo questa via sorgono edifici di grande effetto, quali l’Her Majesty’s Theatre e la celebre galleria d’arte. Ciò che però mi colpì particolarmente fu la riproduzione di una città di cercatori d’oro degli anni ’60 del XIX secolo, Sovereign Hill, un divertente museo storico vivente, con tanto di attori che indossano costumi d’epoca. Qui potrete divertirvi a cercare l’oro con il setaccio e magari trovare qualche pagliuzza dorata; inoltre, il Gold Museum, situato su una vecchia miniera, espone, fra le altre cose, pepite, monete d’oro e una sezione sulla famosa sommossa di Eureka.

Quando vi stancherete di andare per miniere, concedetevi una sosta in uno dei tanti bar in Sturi St, dove l’aroma di caffè si espande fino ai tavoli all’esterno e i locali sono aperti tutto il giorno; oppure recatevi in uno dei numerosi ristoranti della città che offrono un ottimo stinco di agnello con patate kumara: semplicemente delizioso!

La tappa successiva toccò le graziose località di Daylesford e Hepburn Springs, situate in mezzo all’idilliaco scenario di colline, laghi e foreste degli altopiani centrali, che rappresentano il “centro termale del Victoria”. Pensate che le proprietà curative delle sorgenti minerali della zona erano già note negli anni ’70 dell’Ottocento e richiamavano folte schiere di facoltosi abitanti di Melbourne. Daylesford si sviluppa attorno al grazioso lago omonimo, e lungo le sue vie principali sono allineati numerosi caffè molto frequentati dagli abitanti del posto. La cosa interessante delle due cittadine, almeno a mio avviso, è il fatto che, pur essendo di piccole dimensioni, esse sono in grado di offrire al visitatore una miriade di opportunità: che sia una sistemazione di lusso, un ristorante elegante e raffinato, un massaggio o un trattamento di bellezza, un prodotto d’alta gastronomia, un’opera dell’artigianato locale, gelato o cioccolato fatti in casa, piuttosto che qualche buona bottiglia di Cabernet Sauvignon locale, non avrete che l’imbarazzo della scelta. In ogni caso, vi consiglio di fare un salto al Chocolate Mill, situato a pochi chilometri da Hepburn, per osservare gli artigiani che producono la cioccolata a mano: credetemi, ne vale davvero la pena, così come non potete perdervi i Mill Markets, un enorme assembramento di bancarelle che vendono mobili, oggetti da collezione, antiquariato e articoli di moda retrò; vi assicuro che dopo aver trascorso ore a curiosare nei mercati, tornerete a casa con le cose più strane e disparate, per cui….preparate il portafoglio!

Successivamente, giunsi a Bendigo, un tempo località importantissima per i suoi ricchi bacini auriferi, e oggi prospero centro provinciale con giardini pubblici, statue ed edifici molto belli, un caffè bohémien, diversi ristoranti e una delle gallerie d’arte più interessanti della regione. Nel complesso, Bendigo è una città piacevole, con centri commerciali, vicoli e tante altre cose da esplorare, a partire dalla magnifica Sacred Heart Cathedral: si tratta di un edificio straordinariamente bello, e la passeggiata lungo la navata sotto gli alti soffitti a volta e le stupende vetrate istoriate è senza dubbio una delle maggiori attrattive della città. Essenziale è anche una visita alla Central Deborah Golmine, una miniera d’oro profonda ben 500 m, che attualmente rappresenta una delle principali mete turistiche di Bendigo. Se deciderete di esplorarla, come feci io, sarete dotati di casco e condotti a circa 60 m di profondità per vedere le attività in corso, con tanto di dimostrazioni del trapano da minatore; nel prezzo del biglietto è inoltre compresa una corsa sul mitico Talking Tram (il “tram parlante”), un tram che segue un percorso turistico in città con l’accompagnamento di un commento registrato: dovete assolutamente provarlo, se non altro per le vocine molto divertenti che vi accompagneranno nel corso del tragitto. Se siete affascinati dalle leggende, allora lo sfarzoso Shamrock Hotel è il posto che fa’ per voi: costruito a fine ‘800, è un bell’edificio realizzato nell’elaborato stile d’ispirazione italiana che caratterizzò la tarda era vittoriana. Si narra che i pavimenti venissero lavati con regolarità per raccogliere la polvere d’oro lasciata dagli scarponi dei minatori….E’ davvero incredibile come questo metallo prezioso sia in grado di contagiare proprio tutti, e anche voi, ve lo garantisco, non ne resterete certo immuni.

Prima di lasciare la città, feci una sosta presso la Bendigo Pottery, lo stabilimento di ceramica più antico d’Australia, che contiene anche un caffè, una galleria con prodotti in vendita e alcuni vecchi forni; tra l’altro, avrete anche la possibilità di osservare i ceramisti al lavoro. Nello stesso luogo troverete infine il Living Wings & Things, che ospita wallaby, dingo, farfalle e pappagalli custoditi in gabbie nelle quali si può anche entrare e avere quindi un incontro molto ravvicinato con questi magnifici esemplari.

E per concludere in modo degno il mio soggiorno nella regione di Goldfiels, non mi feci mancare una bella cena a base di involtini di vitello e salsicce di maiale con le mele: specialità locali straordinariamente buone, che costituiscono un ulteriore, valido motivo per visitare questa favolosa zona del Victoria.