Gli scrittori australiani

Bookmark and Share

‘Disoccupato finalmente’. Comincia così Such is Life, uno dei grandi romanzi australiani, pubblicato per la prima volta nel 1903. Il titolo stesso (Così è la vita) riprendeva quelle che furono le ultime parole di un esploratore fuorilegge ell’entroterra, Ned Kelly, prima che la trappola del boia si aprisse sotto i suoi piedi nella prigione di Melbourne nel 1880. Entrambe le frasi esprimono uno stile tipicamente australiano: spiritoso, sarcastico, laconico,  che rivolge uno sguardo freddo sul mondo e su ciò che esso ha da offrire.

Non sorprende che le opere base della letteratura australiana, ancor oggi popolari, siano le novelle di Henry Lawson, racconti di tribolazioni e humour degli anni 1890 ambientati nell’hinterland (‘bush’) e scritti in uno stile asciutto che oggi ci appare singolarmente moderno. Qualunque scritto appena decoroso  parlerà sempre di amore e morte. Ma l’additivo australiano a questi eterni problemi è lo stabilirsi della civiltà europea nell’emisfero meridionale, in un ambiente totalmente alieno, fra indigeni sempre difficilmente compresi. Questo è materiale ricco per uno scrittore, perché l’Australia, che esiste come nazione federata soltanto da cento anni, ha dovuto fare un corso accelerato di costruzione della nazione.

L’Australia ha già al  suo attivo un Premio Nobel per la  letteratura con il severo, causticamente divertente, eppur epico romanziere Patrick White che  lo vinse nel 1973. Il romanziere del momento è Tim Winton, un ragazzo prodigio che ha mantenuto tutte le sue promesse. Winton si crogiola nell’immagine di un giovanotto di paese, vagabondo, pazzo per il surf e per i piaceri più semplici. Ma la sua scrittura trabocca di freschezza verbale, la struttura e portata dei suoi libri sono ambiziose e sofisticate, i suoi personaggi intensamente veri, la sua descrizione della vita sulla costa occidentale dell’Australia pressoché esaustiva  e il suo sostrato teologico ricco e integrato. Da tenere in considerazione poi altri quattro scrittori e un gruppo. Le ballate del ‘bush’ di A. B (Banjo) Paterson, un contemporaneo di Lawson che non si distrusse così presto con l’alcol, sono divertenti, molto recitabili e comprendono i poemi classici L'Uomo del Fiume Nevoso e Waltzing Matilda. Se si vuole qualcosa di completamente diverso c’è il poeta contemporaneo Les Murray, autore di straordinaria inventiva linguistica e ritmica. Murray è un fascio di paradossi: si dipinge come un semplice uomo di campagna,  mentre in realtà è piuttosto un enciclopedico, un celebratore del mondo rurale, ma anche della città moderna, e delle sue macchine e costruzioni. E nella laica Australia la sua poesia religiosa è quasi imbarazzante. Gli scommettitori dovrebbero puntare su Murray la prossima volta che il Nobel andrà a un poeta di lingua inglese.

Molti dei migliori scrittori australiani contemporanei non appartengono al settore della narrativa. Le opere principali di Helen Garner sono racconti urbani realistici e reportage analitici. La Garner rappresenta un femminismo sottile, complice, e il suo modo di scrivere è al tempo stesso duro e umano, lucido, osservatore, un memoriale introspettivo per gli australiani e i valori che si affermarono negli anni ’60. Potrebbe essere accostata a Robert Dessaix, un contemporaneo che ha cominciato a pubblicare soltanto negli anni ’90. I saggi e le autobiografie di Dessaix sono imprevedibili, intelligenti, eruditi, intimi e provocatori nella loro sottigliezza e polemicità. Scrittore di grande richiamo come la Garner, ha portato una sensibilità gay fuori dal  mercato di nicchia o dal ghetto e ha entusiasmato un vasto pubblico con una miscela di seduzione, logica inflessibile e allegria sfrenata.

Gli australiani sono viaggiatori incalliti, e c’è tutto un gruppo di scrittori espatriati che sono internazionalisti e tuttavia rimangono molto australiani. Provate a leggere qualunque cosa vi capiti sotto mano di Germaine Greer, Shirley Hazzard, Robert Hughes, Clive James, Peter Porter. Sono brillanti, colti, divertenti, stravaganti e possono anche talvolta esprimere una grandissima umanità. Di sicuro non sono mai noiosi.