Costa settentrionale del New South Wales

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6 Gennaio 2010

Dopo essermi goduta le bellezze di Sydney, decisi di esplorare la costa settentrionale del New South Wales che è un continuo susseguirsi di promontori frastagliati, separati da ampie distese di spiagge sabbiose battute dalle onde e fiancheggiati da alture e invitanti parchi nazionali.

Presi il treno da Sydney diretta a Gosford, la città più grande che potrete incontrare immediatamnete a nord di Sydney; l’attrattiva principale di questa città è costituita dal Brisbane Water National Park, al cui interno si snodano gradevoli sentieri escursionistici tra aspre zone di arenaria e fiori selvatici; a tal proposito, non perdetevi la cittadina di Pearl Beach, situata nel margine orientale del parco: si tratta di una tranquilla enclave dotata di una deliziosa spiaggia immersa nel bush…molto, molto carina! Proseguendo ancora a nord della costa, arrivai nella famosa Newcastle; vi assicuro che appena arriverete in questa città, non potrete far a meno di amarla: essa vanta infatti un Central Business District (distretto centrale degli affari ) impreziosito da uno straordinario patrimonio architettonico, una spiaggia molto gradevole e alcuni eleganti quartieri centrali, per non parlare del fatto che a Newcastle potrete davvero fare di tutto, dalla visita a spiagge famose, alle immersioni nell’oceano, alla cena in ristoranti di livello internazionale, sino all’ascolto di esibizioni dal vivo di musicisti stranieri e locali.

La prima cosa che vidi appena arrivata in città e che consiglio anche a voi come prima tappa è la Queens Wharf Tower, una torre panoramica alta ben 40 metri e dotata di…udite, udite… 180 scalini (state tranquilli, sembrano tanti, ma in realtà non sono poi così faticosi come potreste pensare). La gente del posto definisce comunemente questa torre “Giant Penis”…..lascio a voi la traduzione di questo bizzarro soprannome!

La mia visita proseguì al Newcastle Regional Museum, ospitato all’interno di un birrificio restaurato, che dispone di numerose collezioni di grande interesse, tra le quali vi segnalo una mostra interattiva di carattere scientifico, una sezione dedicata agli aborigeni e una mostra che celebra le leggende dello sport locali. Dopo aver girovagato tra le sale del museo, mi diressi verso Newcastle Beach, la spiaggia situata all’estremità orientale della città, adatta sia per il nuoto che per il surf, ma aihmé, anche a rischio squali, per cui, se avete il terrore di un incontro ravvicinato con questi pesci, vi consiglio di provare come alternativa le “ocean bath” (piscine nell’oceano), che rappresentano un’alternativa tranquilla e assolutamente sicura, racchiuse in una splendida e variopinta cornice architettonica : queste strutture comprendono una piscina con l’acqua bassa per i bambini e offrono l’affascinante sfondo delle onde oceaniche solcate in lontananza da imponenti mercantili! Se dopo una bella nuotata sarete affamati, non avrete che l’imbarazzo della scelta tra i numerosi ristoranti, bar e locali di vario genere, che offrono un’eccellente cucina. Personalmente, prefrii optare per un piatto estivo tipico della zona, leggero e molto nutriente come il pollo con insalata di melone dolce, ma altrettanto invitante è un’altra specialità locale decisamente più sostanziosa come lo stinco di agnello brasato. Comunque, se avete un budget ridotto, non preoccupatevi poiché lungo la spiaggia troverete una miriade di capanni che servono fish and chips e hamburger da veri buongustai, a prezzi modici.

Ripartii da Newcastle, e durante il tragitto lungo la costa, decisi di deviare verso l’interno per fare una breve tappa presso la famosa regione vinicola della Hunter Valley, che con le sue oltre 140 aziende vinicole , non potrà che lasciare agli appassionati l’imbarazzo della scelta. Durante il mio percorso enologico, ne visitai ben due: la prima fu “Peppers Tree Wines”, forse la più bella tra le aziende vinicole locali, immersa com’è in spendidi giardini che ricordano il New England. Tra l’altro i suoi vini sono davvero eccellenti e avrete l’opportunità di pranzare nel favoloso ristorante ospitato al suo interno, un cottage restaurato risalente a 130 anni fa, in cui potrete assaggiare la gustosa anatra arrosto con pere e marmellata di arance: una vera delizia, vi assicuro! L’altra azienda vinicola che vidi fu la “Hungerford Hill”, una maestosa costruzione situata in posizione dominante sui laghi e sulle valli circostanti, che ha la particolarità di essere a forma di una grande botte con il “coperchio” sempre leggermente aperto….l’effetto che deriva guardandola è decisamente scenico! Non potevo lasciare la Hunter Valley senza fare almeno una breve sosta presso la birreria “Bluetongue Brewery”, una sorta di istituzione del New South Wales per quanto concerne la birra, vantando varietà creative, rinfrescanti e davvero squisite. Non mancate di assaggiare la birra alcolica allo zenzero (un’idea veramente geniale), la Premium Lager, frizzante e dal deciso sapore di malto, l’Hunter Bitter, dal delicato sentore di caramello e la Framboise, alla quale vengono aggiunti lamponi durante la fermentazione. Se volete, potete assaggiarle tutte, usando una speciale paletta di degustazione del birrificio. Anche se uscirete da qui con la testa che vi gira un po’, è pur vero che, se siete amanti della birra, non potete assolutamente perdervi questa esperienza unica!

Dopo la piacevole deviazione lungo le valli dell’interno, tornai a fiancheggiare la costa, e proseguendo a nord di Newcastle, in circa un’ora di automobile, arrivai a Port Stephens, una splendida baia riparata in cui si trova una serie di località balneari, meta molto popolare tra gli appassionati di escursioni in barca e di pesca, oltre che zona di passaggio di occasionali balene. Dapprima visitai la graziosa e piccola cittadina di Tea Gardens, adagiata sul fiume, dopodiché mi diressi verso la One Mile Beach, uno stupendo arco con sabbia vellutata e acqua dalla trasparenza cristallina, che per queste ragioni rappresenta la spiaggia preferita da surfisti, cercatori di conchiglie e coppie romantiche. Nelle immediate vicinanze sorge l’incredibile Stockton Bight, la più lunga barriera di dune mobili dell’emisfero australe, che in qualche modo richiamano alla mente il film Lawrence d’Arabia , essendo il paesaggio più simile al Sahara che non all’outback australiano. Al centro delle dune, si ha come l’impressione di ritrovarsi talmente immersi tra la sabbia scintillante da finire per perdere di vista l’oceano e la città. Perlomeno a me fece questo effetto. Di lì a poco, raggiunsi in barca da Nelson Bay la Broughton Island, un’isola priva di insediamenti umani ma popolata di specie endemiche, pinguini minori e da un’incredibile varietà di pesci. Appena ripresi la highway, dopo pochi chilometri incontrai la Rock Roadhouse, una ricostruzione della roccia di Uluru (Ayers Rock). Si tratta di un sito davvero sorprendente, in quanto al suo interno vi sono diversi negozi e un caffè, quindi vi consiglio caldamente di farci una sosta prima di riprendere il vostro cammino nella baia.

Superata la Coastal Way, un itinerario serpeggiante che tocca sonnolente cittadine e spiagge con onde ideali per il surf, giunsi a Port Macquarie, città adagiata su uno spettacolare promontorio che si erge all’inizio del tratto di costa subtropicale e vanta un magnifico litorale e un’atmosfera insolitamente placida per un centro di queste dimensioni. Le palme, i parchi ondulati, la numerosa popolazione di koala e le insenature mascherano in maniera perfetta i lussuosi ristoranti e i confortevoli alberghi della zona, creando un equilibrio tra natura e infrastrutture che la rende una località ideale per chi desidera concedersi una vacanza di tutto riposo.

Lungo la strada da Port Macquarie a Coffs Harbour, incontrai diverse cittadine molto carine, tra le quali Kempsey, la patria del celebre cappello Akubra e South West Rocks, posto ideale in cui rifugiarsi per trascorrere qualche giorno in completa tranquillità; pensate che la sua spettacolare spiaggia è uno dei pochi luoghi della costa orientale dov’è possibile vedere il sole tramontare sull’oceano….non perdetevi questo meraviglioso spettacolo della natura!

Arrivata a Coffs Harbour, rimasi immediatamente colpita dalle foreste di eucalipti che dominano l’orizzonte di questo attivo centro, molto apprezzato dalle famiglie grazie alle sue favolose spiagge. Appena giungerete, non potrete non notare la cosiddetta Big Banana, una gigantesca banana in ferro e cemento armato, da molti considerata una vera e propria icona nazionale. Il parco adiacente dispone di piste di pattinaggio su ghiaccio e molte altre attrazioni che piaceranno sicuramente ai vostri bambini. A proposito, se avete dei piccoli, dovete assolutamente portarli alla Pet Porpoise Pool, una splendida piscina in cui vivono delfini, pinguini e leoni marini, che durante gli spettacoli acrobatici in programma ogni giorno, intrattengono il pubblico interagendo con loro. Vi assicuro che vi diverterete un mondo anche voi, in quanto è uno spettacolo veramente gradevole adatto a persone di tutte le età. Rimarrete invece decisamente perplessi dal Clog Barn, uno stravagante villaggio olandese in miniatura dotato di mulini a vento, un granaio e un sottofondo incessante di polka, tanto che il suo aspetto fa quasi sembrare il Big Banana un luogo persino raffinato. Una cosa è certa: farà la gioia dei vostri bimbi! Prima di ripartire, non fatevi mancare un pranzo a base di anatra al curry rosso e gamberoni avvolti in foglie di limetta e cocco: semplicemente delizioso! Per non parlare del pesce spada in crosta di formaggio caprino condito con erbette aromatiche…tutte specialità locali che meritano almeno un assaggio.

Risalendo ancora verso nord, durante il percorso da Coffs Harbour a Byron Bay, mi imbattei nel Solitary Islands Marine Park, che comprende un gruppo di cinque isole e costituisce il punto d’incontro delle caldi correnti tropicali con le fredde acque provenienti dal sud, ospitando una popolazione di coralli, pesci del reef e alghe marine straordinariamente variegata. Successivamente, giunsi a Angourie Point, uno dei punti della costa più apprezzati dai surfisti esperti, e dalle cui piccole scogliere è possibile ammirare un magnifico panorama sulla riva rocciosa. Nelle immediate vicinanze, tra sterminati campi di canna da zucchero e canali irregolari, si trova la cittadina di pescatori di Yamba, che vanta spiagge molto carine, uno stile di vita piacevolmente rilassato e una fiorente cultura del caffè. A proposito, vi suggerisco di fermarvi presso uno dei numerosi pub e bar della zona che propongono un ottimo caffè espresso; certo, il gusto non sarà eccellente come quello del caffè italiano, ma vi assicuro che ne vale la pena!

Dopo aver attraversato brevemente la graziosa cittadina di Ballina, famosa tra l’altro per i suoi magnifici sentieri escursionistici e le sue belle piste ciclabili, arrivai finalmente a Byron Bay, la località più rinomata della regione, una splendida cittadina circondata da un paesaggio incantevole, con verdi colline che si gettano sull’oceano. La bellezza di questo posto è sicuramente innegabile, ma ciò che vi catturerà maggiormente sarà la sensazione di evasione dalla realtà che vi si respira. Se avete l’intenzione di distrarvi per qulche giorno e abbronzarvi a dovere, allora non esiste posto migliore di questo. Nonostante trovai Byron Bay affollatissima di turisti e quindi assai caotica, ne rimasi letteralmente colpita: le sue lunghe giornate di sole, il clima mite e le spiagge sconfinate, uniti ad una cucina particolarmente invitante e alla scatenata vita notturna non hanno rivali.

Tuttavia, Byron Bay non è l’unico gioiello di questa zona: l’ondulato paesaggio dell’entroterra settentrionale, con i suoi frutteti e le aride foreste di eucalipti, costituisce uno splendido e lussureggiante ecosistema, dove la flora endemica si unisce armoniosamente alle specie originarie di altri continenti. In questo meraviglioso ambiente potrete trovare mercati di prodotti biologici, B & B immersi nella natura incontaminata e stili di vita alternativi: tutto ciò contribuisce a rendere l’entroterra della costa settentrionale uno dei paesaggi più piacevoli di tutta l’Australia. Durante la mia visita, feci una sosta presso l’incantevole villaggio di Bangalow, che si estende intorno alla caratteristica via principale, dove sorgono diversi centri commerciali, boutique e accoglienti locali e ristoranti. Il mio giro proseguì nella cittadina di Lismore, principale centro commerciale dell’entroterra, caratterizzata dalla presenza di stupendi edifici stile art déco e che vanta un panorama artistico molto vivace; inoltre, il campus della Southern Cross University conferisce alla città un aspetto piacevolmente giovanile. Non potevo lasciare l’entroterra senza fare una tappa presso il Mt Warning National Park, uno dei tre parchi nazionali che caratterizzano la regione, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Questo parco rappresenta l’attrattiva naturale più spettacolare della zona, con il Mt Warning (1156 m) che domina la valle. Pensate che la sua vetta è la prima porzione dell’Australia continentale ad essere raggiunta dalla luce del sole ogni mattina. L’inquietante nome europeo gli è stato conferito dal capitano inglese James Cook, allo scopo di mettere in guardia i naviganti della presenza di insidiosi scogli al largo. Desiderate ammirare uno splendido panorama sul Mt Warning? Recatevi nella vicina cittadina di Murwillumbah, il più importante centro agricolo della regione, dove tra l’altro potrete gustare ottimi hamburger e deliziose salsicce con purè di patate.

E dopo essermi rifocillata anch’io con tali prelibatezze, ero pronta a continuare il mio viaggio alla scoperta dello stato del New South Wales….