Alla scoperta di Sidney

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Dicembre 2009

Erano circa le ore 15 locali quando atterrai al Kingsford Smith Airport di Sydney, situato a una decina di chilometri dal centro cittadino. Se avrete la fortuna di andare, appena scenderete dall’aereo, preparatevi ad affrontare il forte sbalzo di temperatura che vi attende: vi ricordo infatti, che in Australia le stagioni sono invertite rispetto all’Europa e all’America settentrionale, per cui se partite dall’Italia in pieno inverno, come nel mio caso, vi ritroverete nel bel mezzo dell’estate australe e generalmente potrete godere di splendide giornate soleggiate (bizzarrie meteorologiche permettendo).

Dopo quasi un’intera giornata di viaggio e ben 9 ore di fuso orario di differenza, era proprio il caso di ritemprarsi un po’ in hotel, prima di partire alla scoperta della città. Sapevate che Sydney, con i suoi 4.444.500 abitanti, è la città più antica, grande ed eterogenea di tutta l’Australia? Si, proprio cosi’, e non appena inizierete a muovere i primi passi al suo interno, scoprirete che è anche straordinariamente bella. Essa si estende sinuosa intorno all’attraente Sydney Harbour in un insieme di promontori di arenaria, baie tranquille e spiagge incantevoli. In effetti, per il viaggiatore straniero, Sydney rappresenta la quintessenza dell’Australia: spiagge sabbiose, onde ideali per il surf, un clima perfetto, monumenti celebri e un fascino persino sfrontato. Tuttavia, Sydney è molto più che cieli tersi, occhiali da sole e spiagge affollate di splendide ragazze bionde. Grazie al suo carattere profondamente multiculturale, la capitale del New South Wales vanta infatti anche un complesso panorama artistico e gastronomico, una vita notturna vivace e molto variegata e diversi musei e gallerie d’arte che celebrano la civiltà indigena.

La mia visita nella metropoli ebbe inizio a partire dal Sydney Harbour, il cuore pulsante della città, dominato dalla Sydney Opera House, il teatro dell’opera di Sydney che costituisce l’icona più rappresentativa dell’Australia e una tappa d’obbligo per chiunque visiti il paese. Anche se lo vedrete per la prima volta con i vostri occhi , vi sembrerà di conoscerlo da sempre, dal momento che si tratta di un’immagine talmente diffusa dai media di tutto il mondo, da risultare quasi familiare. Provate a chiedere a chiunque che cosa riesce ad associare immediatamente all’Australia e molto probabilmente vi risponderà “quell’imponente struttura, dal tetto spigoloso a forma di vele, che sembra quasi fluttuare sulle acque del porto”: si tratta proprio dell’Opera House, progettata dall’architetto danese J. Utzon; pensate, si dice che per progettare questo edificio, l’architetto abbia tratto ispirazione dagli spicchi di un’arancia, dai gusci delle lumache e dalle fronde delle palme, e l’edificio, splendido visto da qualsiasi angolazione, è stato fantasiosamente paragonato ad un “amplesso di tartarughe”. L’interno merita sicuramente una visita, con i suoi auditori per i concerti, per l’opera e per le rappresentazioni teatrali, dall’acustica superba. Al termine della vostra visita, potrete deliziarvi con le prelibatezze culinarie del ristorante ospitato al suo interno. La “specialità della casa”? Tonno con basilico, semi di senape e vinaigrette alla soia….assolutamente delizioso!

Dopo cena, mi attendeva una lunga passeggiata attraverso il Sydney Harbour Bridge, il famoso ponte, soprannominato affettuosamente dagli abitanti “vecchio attaccapanni”: si tratta di una costruzione dalle dimensioni colossali, che incute quasi timore e spostandovi per la città vi capiterà spesso di intravederlo con la coda dell’occhio, quasi come “una presenza costante” che sembra voler guidare da lontano il vostro cammino nelle vie della metropoli, segno evidente che il ponte è parte integrante della vita della città e dei suoi abitanti che lo adorano letteralmente, sia che lo attraversino in automobile, lo percorrano a piedi o con i pattini a rotelle, o vi navighino sotto. E con lo splendida vista della baia che fa’ da sfondo al Sydney Harbour Bridge, ebbe termine la mia prima giornata in terra australiana.

La mattina seguente partii alla volta del celebre quartiere “The Rocks”, sito del primo insediamento europeo a Sydney, che nel corso del tempo si è evoluto fino a diventare irriconoscibile dalle sue origini di sobborgo squallido e sovraffollato. La zona, recentemente restaurata, si è trasformata in una sorta di “trappola per turisti”, dove predominano i caffè e i negozi kitsch, con vetrine piene di souvenirs come koala di pezza e portachiavi ispirati all’Opera House. In seguito, mi diressi verso la zona centrale di Sydney che si estende attorno al Circular Quay, il centro dei trasporti pubblici. Se vogliamo essere pignoli, Sydney non possiede un vero e proprio centro; il fulcro, se così si può dire, è costituito da Martin Place, una vasta isola pedonale, fiancheggiata da monumentali palazzi d’epoca, che ospitano le sedi delle più importanti istituzioni finanziarie del paese; nei pressi, sorgono la Town Hall (il municipio), e la St Andrew’s Cathedral, la cattedrale più antica di tutta l’Australia. A fianco della chiesa, potrete soddisfare le vostre voglie di acquisti sfrenati presso il Queen Victoria Building, il centro commerciale più sontuoso di Sydney: questo capolavoro vittoriano risulta interessante, più che per la sua costosissima merce, soprattutto per i suoi magnifici balconi in ferro battuto, le facciate dei negozi con vetrate istoriate, i pavimenti a mosaico e l’animato Royal Clock.

Ciò che fa’ di Sydney una metropoli diversa da tutte le altre è la presenza, accanto a moderni edifici tipici delle grandi città, di innumerevoli parchi e aree verdi, che rappresentano una gradevole parentesi di pace all’interno della frenesia cittadina. A tal proposito, vi consiglio caldamente di fare una tappa ad Hyde Park, un parco dalla forma geometrica con un imponente viale alberato, deliziose fontane e una gigantesca scacchiera a disposizione di tutti. Se siete amanti della storia, allora non potete perdervi la visita all’Anzac Memorial, un imponente edificio sito nel parco che ospita al suo interno una cupola incastonata di stelle, le quali rappresentano i 120.000 cittadini del New South Wales che presero parte alla prima guerra mondiale. Vicino all’ingresso noterete poi dei pini, nati da semi portati a Sydney da Gallipoli, località in cui si tenne una sanguinosa battaglia, nel corso della quale persero la vita numerosi soldati australiani.

Ovviamente anch’io non potevo mancare di trascorrere qualche ora di totale relax nel parco, così quello stesso pomeriggio, dopo aver passeggiato tra i suoi verdi viali, ripresi il giro turistico della città che mi condusse dapprima all’Australian Museum, il museo di storia naturale, con le sue mostre dedicate agli aborigeni e alla fauna indigena, e poi successivamente ai Royal Botanic Gardens, i giardini botanici realizzati nel 1816 come orto per la colonia. Rimarrete stupefatti dall’atmosfera estremamente informale che si respira in questo luogo, con cartelli che dicono: “Please, walk on the grass. We also invite you to smell the roses, hug the trees, talk to the birds and picnic on the lawns”, che tradotto in italiano significa: “Siete pregati di camminare sull’erba. Siete inoltre invitati ad annusare le rose, abbracciare gli alberi, parlare agli uccelli, e fare il picnic sui prati.” Bizzarro, vi pare?! Ah, vi segnalo che chi fosse stanco di camminare può fare il giro del parco a bordo di un treno che non viaggia su rotaie (si, avete capito bene!). Avrete come l’impressione di essere approdati a Disneyland e, anche solo per poche ore, vi sembrerà di tornare bambini. Tra le attrattive di maggior interesse di questo parco meritano di essere citati il roseto, la collezione di piante del Pacifico meridionale, il giardino roccioso di piante grasse, la piramide di vetro del Tropical Centre e una colonia di pipistrelli piuttosto inquietante. Il parco, come del resto moltissime altre attrattive della città, è accessibile anche a chi si sposta sulla sedia a rotelle, fatto questo che rende Sydney adatta ad essere visitata anche da persone disabili.

La serata proseguì in modo molto tranquillo,visto che poi l’indomani mattina la sveglia avrebbe suonato presto, in vista della visita alla zona di Darling Harbour, un vasto complesso costruito appositamente per i turisti al margine occidentale della città, in cui alcuni eccellenti musei e altri siti d’interesse turistico fanno capolino tra una miriade di fontane, sculture e vele di navi. Quando sarete stanchi di girare per musei saranno pronte ad accogliervi le elegantissime zone del Cockle Bay Wharf e del King St Wharf, le quali ospitano un’allettante varietà di caffè, bar e ristoranti di altissimo livello, in cui il personale sfreccia nelle accoglienti sale trasportando abbondanti piatti di pasta, pizze, spesse fette di torta o prelibati gamberi e frutti di mare, il vero fiore all’occhiello della cucina australiana. Dopo aver pranzato in uno di questi deliziosi ristorantini, mi diressi verso il Sydney Acquarium, l’acquario di Sydney, che costituisce un’attrattiva molto popolare, la quale rende omaggio alla straordinaria ricchezza della vita marina australiana. I vostri occhi non potranno che rimanere sbarrati dallo stupore mentre vi aggirerete nei tunnel subacquei trasparenti dell’acquario, in cui sono collocati ben tre “oceanari”: in uno potrete vedere squali, razze e pesci di grandi dimensioni, mentre gli altri due ospitano le specie marine tipiche del Sydney Harbour e alcune foche.

Infine, non perdetevi la mostra dedicata alla Grande Barriera Corallina, con i suoi colori caleidoscopici: un vero incanto! La giornata si concluse con una bella passeggiata presso il Chinese Garden of Frienship, un grazioso giardino che rappresenta una meravigliosa oasi di tranquillità nel bel mezzo del trambusto del Darling Harbour. Questo giardino è stato progettato da architetti di Guangzhou (città gemellata con Sydney) nel 1988, in occasione del bicentenario dell’Australia, e ospita al suo interno suggestivi padiglioni, cascate, laghetti e sentieri. Potrete concedervi una pausa per bere un tè e assaggiare una gustosa fetta di torta alla Chinese Teahouse….vi assicuro che avrete la sensazione di trovarvi a Londra per l’usuale appuntamento con il tè delle cinque! La sera, mi diressi verso la vivacissima Chinatown, il quartiere cinese, pieno zeppo di ristoranti, negozi e vicoli carichi di aromi; mi fermai presso uno dei caratteristici localini arredati con fantastici mobili in plastica, che preparano piatti gustosi ed estremamente economici.

E così arrivò il 31 dicembre, l’ultimo giorno dell’anno. In vista dei festeggiamenti per la notte successiva, in mattinata mi dedicai allo shopping nel centro cittadino; dal momento che ero alla ricerca di eleganti capi di abbigliamento per festeggiare in modo degno il Capodanno, mi diressi verso le frequentate vie dell’Inner City, come Oxford Street, a Paddington, una lunga via di negozi, caffè, bar e locali notturni in cui si respira un’atmosfera particolarmente estroversa, dovuta in gran parte alla numerosa comunità omosessuale di Sydney. Conclusi gli acquisti, visitai il Centennial Park, il parco più vasto di Sydney, situato a sud-est di Paddington: si tratta di una tranquilla area verde che si estende su una superficie di 220 ettari dotata di sentieri per gli appassionati di jogging, bicicletta e pattini a rotelle, laghetti con le anatre, spazi riservati ai picnic e campi sportivi. Insomma, avrete sicuramente capito che agli abitanti della città non mancano di certo gli spazi verdi in cui sfogare la loro passione per le attività all’aria aperta, per cui, se volete un consiglio, durante il vostro soggiorno nella metropoli prendetevela comoda e adeguatevi al ritmo di vita piacevolmente rilassato dei suoi abitanti….vi godrete al meglio ogni istante che trascorrerete qui!

Approfittando del clima torrido, di comune accordo con gli altri tre amici che mi accompagnarono nel viaggio, preferii sostituire il tradizionale e abbondante cenone di San Silvestro all’italiana con un generosa grigliata di carne: dovete sapere che da queste parti il barbecue è un vero e proprio rito per gli abitanti, i quali, durante le feste e i pranzi domenicali, adorano grigliare in abbondanza pesce, verdure, hamburger, salsicce, spiedini e pollo. Come dire, togliete loro tutto, ma non il loro amato “barbie”, come usano affettuosamente chiamarlo.

Dopo essermi rinfocillata, ero pronta a prendere posizione e preparami ad assistere all’eccezionale spettacolo dei fuochi d’artificio sulla baia di Sydney: lo spettacolo pirotecnico più grande e più bello del mondo! Sydney è infatti famosa in tutto il globo per i tradizionali festeggiamenti di Capodanno, che comprendono grandi celebrazioni all’aperto e coloratissimi fuochi artificiali a tema che esplodono dal leggendario ponte sulla baia e da sei chiatte attorno al porto. Potrete ammirare questo spettacolo straordinario da diversi punti panoramici come Vaucluse a est o Balmain, nell’Inner West. Ed è proprio quest’ultima località che scelsi per godermi “quella meravigliosa e scoppiettante pioggia colorata” e salutare così il nuovo anno. Balmain è un sobborgo situato a ovest del centro, un tempo piuttosto turbolento, mentre negli ultimi anni si è trasformato in una zona residenziale dall’atmosfera vagamente artistica, con eleganti edifici vittoriani, pub, caffè e negozi alla moda… vi consiglio di farci un giretto!

Il giorno seguente, data la precedente nottata movimentata, fu dedicata al completo relax in spiaggia. A Sydney potrete scegliere tra un’infinità di bellissime spiagge sabbiose, ma quella che sembra surclassare tutte le altre è Bondi Beach: le onde impetuose, i vistosi caffè, i promontori rocciosi dai quali è possibile ammirare splendidi scorci sulla costa e le passerelle di legno possiedono un fascino innegabile. La giornata a Bondi trascorse meravigliosamente bene, tra nuotate, partite di bech volley e bagni di sole. Mentre a pranzo preferii optare per una bella pizza sottile, all’italiana (le pizzerie qui stanno spuntando come funghi e moltissime dispongono anche di forno a legna come da noi), a cena, con tutta la comitiva, mi recai in uno degli innumerevoli ristoranti raffinati della zona che preparano eccellenti specialità a base di pesce fresco, e che offrono la possibilità di cenare ammirando un incantevole panorama sull’oceano. Un’esperienza indimenticabile! In ogni caso, essendo Bondi una località a spiccata vocazione turistica, vanta un’ampia scelta di ristoranti in grado di soddisfare tutte le tasche, spaziando dai lussuosi bistrò ai locali che servono fish and chips da sgranocchiare seduti sulla spiaggia. Unica avvertenza: soprattutto durante i weekend e nei giorni festivi, siate pronti ad affrontare una gran massa di gente; infatti, tutto si può dire di Bondi, tranne che non sia una spiaggia affolata, per cui siete avvisati! Un vantaggio è però dato dal fatto che la zona è ben collegata al centro da un efficiente sistema di autobus.

Nel mio itinerario di viaggio, avevo ancora un giorno da trascorrere a Sydney, prima di andare alla scoperta di altre bellezze dell’Australia. Non potevo lasciare la città senza fare una tappa al celebre Taronga Zoo, nella North Shore, che ospita al suo interno circa 4000 animali (tra cui koala, foche, tigri, giraffe e ornitorinchi). Dal momento che lo zoo si trova in una posizione estremamente ripida, se arrivate in traghetto come ho fatto io, prendete la funivia Sky Safari, dopodichè proseguite il vostro giro in discesa. Mi hanno persino detto che nei mesi di febbraio e marzo, presso questo zoo si tengono suggestivi concerti al tramonto. Sfortunatamente, essendo gennaio, non ho potuto assistervi, ma deve trattarsi sicuramente di uno spettacolo molto carino. Ah, dimenticavo di segnalarvi che se avete dei bambini, potrete effettuare , sempre presso il Taronga Zoo, la cosiddetta Roar & Snore, una divertente escursione notturna particolarmente indicata per le famiglie che comprende un safari, una cena con barbecue e il pernottamento in tenda sotto le stelle…i vostri piccoli si divertiranno un mondo!

Successivamente , il mio giro sul lato settentrionale della città continuò con la visita della graziosa Balmoral, affacciata sulla spiaggia di Manly, la quale si è rivelata una piacevole alternativa marina, con i suoi intrepidi surfisti e i tranquilli residenti. Il Corso collega le spiagge oceaniche di Manly con quelle della baia ed è un continuo susseguirsi di negozi specializzati in attrezzatura per il surf, fast-food e bar che servono succhi di frutta . Troverete un percorso pedonale che si snoda lungo la costa oceanica, fino a raggiungere la pittoresca Shelly Beach. Per dissetarvi con una bibita fresca o per un fugace pranzo, vi suggerisco di recarvi al Manly Wharf, sul lato del porto, che ospita diversi gradevoli caffè, pub e ristoranti.

La mia ultima serata nella metropoli la trascorsi in compagnia dei miei amici a sorseggiare una birra in uno dei tanti pub che affollano la zona di Kings Cross, considerata la capitale dei divertimenti notturni di Sydney, piena zeppa di locali di ogni genere, dove le parole d’ordine sono trasgressione e divertimento sfrenato, per cui se siete amanti della movida è sicuramente il posto più adatto. Capirete di essere arrivati nel quartiere quando vedrete un grande cartellone della Coca-Cola sopra di voi: per rendervi l’idea, questo gigantesco poster rappresenta un’icona per Sydney quanto lo è la scritta Hollywood per Los Angeles!

E dopo aver trascorso memorabili giornate nella splendida città di Sydney, partii l’indomani mattina, con la promessa di tornare al più presto, per godere di nuovo delle sue innumerevoli attrattive, che, ne sono certa, conquisteranno sin da subito anche voi.